Ci sono due colline a Parigi che raccontano la storia della città meglio di qualsiasi manuale. Una è la montagna di Sainte-Geneviève, nel cuore del Quartiere Latino, dove i romani costruirono le loro terme e dove gli studenti discutono in latino da quasi ottocento anni. L'altra è Montmartre, il monte dei martiri, coronata dal Sacré-Cœur e disseminata di cabaret, vigne e studi di pittori. Tra le due ci sta quasi tutto: legioni, santi decapitati, filosofi sotto una cupola e bohémien che pagavano il vino con i quadri. Questo non è un elenco di monumenti, ma una passeggiata tra le storie che spiegano ogni pietra.
Lutezia sotto i tuoi piedi: perché si chiama Quartiere Latino
Il Quartiere Latino non si chiama così per un capriccio romantico. Il nome viene dal latino, la lingua in cui si insegnava alla Sorbona dal XIII secolo e in cui si capivano gli studenti arrivati da tutta Europa sui pendii della montagna di Sainte-Geneviève. Ma sotto le facoltà c'è qualcosa di molto più antico. Qui c'era Lutezia, la città romana, e puoi ancora vederla: le Arènes de Lutèce, un anfiteatro del I secolo che appare all'improvviso tra la rue Monge e la rue de Navarre, e le terme del Musée de Cluny, sul boulevard Saint-Michel, con i loro muri di pietra ancora in piedi dopo diciotto secoli.
Se sali per la rue Saint-Jacques stai calpestando l'antica strada romana che usciva da Lutezia verso sud e che più tardi presero i pellegrini diretti a Santiago. È una di quelle vie il cui tracciato non è cambiato in duemila anni, per quante librerie, crêperie e aule vi si siano accumulate sopra.
La Sorbona e il Panthéon: filosofi e una cupola che gira
La Sorbona fu fondata da Robert de Sorbon nel 1257, e la Place de la Sorbonne è ancora un buon posto per vedere uscire gli studenti quasi ottocento anni dopo. A pochi metri c'è il Panthéon, che iniziò come chiesa dedicata a Sainte-Geneviève e finì per diventare il mausoleo della Repubblica, dove il Paese seppellisce i suoi grandi nomi. Marie Curie fu la prima donna portata lì per meriti propri, nel 1995. Ma ciò che davvero ferma la gente sotto la cupola è il pendolo di Foucault: nel 1851, appeso proprio da quel punto, dimostrò sotto gli occhi di tutti che la Terra gira, senza altra prova che vederlo deviare da solo nel corso della giornata.
Intorno, il quartiere conserva la sua memoria più antica in pietra minore, quella che non finisce in copertina. Vicino alla Senna, mezze nascoste tra i vicoli medievali, resistono Saint-Séverin e Saint-Julien-le-Pauvre, due delle chiese più antiche di Parigi, costruite quando queste vie erano di studenti tonsurati e non di turisti. Sono il tipo di angolo davanti al quale passi oltre se nessuno ti dice di guardare.
Sainte-Geneviève, la giovane che tenne testa ad Attila
Nel 451 Attila e i suoi unni avanzavano verso Parigi e il panico dilagò tra gli abitanti, che già facevano le valigie per fuggire. Una giovane consacrata arrivata da Nanterre, Geneviève, li convinse a restare e a pregare. Gli unni cambiarono rotta e Parigi si salvò. Da allora Sainte-Geneviève è la patrona della città, e le sue reliquie si venerano nella chiesa di Saint-Étienne-du-Mont, proprio dietro il Panthéon, che conserva anche l'unico jubé, la galleria di pietra intagliata che attraversa la navata, rimasto in piedi in tutta Parigi.
È il tipo di racconto che cambia a seconda di dove lo ascolti. Davanti alla facciata di Saint-Étienne-du-Mont, con qualcuno che indica il reliquiario, la leggenda smette di essere una data e diventa quartiere. Per questo un free tour del Quartiere Latino è di solito il modo più comodo per far combaciare storia, pietra e strada senza saltare da una targa all'altra.
Montmartre, il monte dei martiri
Montmartre significa, con ogni probabilità, monte dei martiri. Il martire è san Dionigi, primo vescovo di Parigi, decapitato dai romani in cima alla collina verso il 250. La leggenda medievale racconta che Dionigi si chinò, raccolse la propria testa e si incamminò verso nord predicando, fino a cadere diversi chilometri dopo, nel luogo dove oggi sorge la basilica di Saint-Denis. Sulla collina stessa sopravvive Saint-Pierre de Montmartre, una delle chiese più antiche di Parigi, del XII secolo.
Sopra tutto brilla il Sacré-Cœur, molto più giovane di quanto sembri: fu iniziato dopo la guerra del 1870 e non fu terminato fino al 1914. È fatto di una pietra di Château-Landon che rilascia calcite con la pioggia, così resta bianco senza che nessuno lo pulisca, un trucco da scalpellini che spiega il suo colore quasi irreale secolo dopo secolo.
Bohémien, mulini e l'uomo che attraversava i muri
Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, Montmartre fu l'officina d'Europa. Al Bateau-Lavoir, un caseggiato della Place Émile-Goudeau, Picasso dipinse Les Demoiselles d'Avignon; di lì passarono anche Modigliani e Juan Gris. Van Gogh visse con il fratello Theo al numero 54 della rue Lepic. Dietro l'angolo resiste il cabaret Au Lapin Agile, dove si arrivò a pagare il vino con i quadri, e giù per il pendio, sul boulevard de Clichy, il Moulin Rouge gira dal 1889, il mulino che Toulouse-Lautrec immortalò.
La collina conserva angoli che sembrano inventati e non lo sono. Nella Place Marcel-Aymé, una statua mostra un uomo che esce da un muro: è il Passe-Muraille, il personaggio di Marcel Aymé capace di attraversare le pareti che un giorno rimase intrappolato in una. A poche vie, nella Place des Abbesses, c'è il mur des je t'aime, un muro con il ti amo scritto in più di duecento lingue, e una delle due uniche bocche di metro che conservano la pensilina liberty originale di Hector Guimard. C'è persino una vigna ancora attiva, il Clos Montmartre, vendemmiata ogni ottobre.
Come unire le due colline in un solo giorno
Il Quartiere Latino e Montmartre sono su rive e umori diversi: uno sulla riva sinistra, studioso e romano; l'altro in cima alla riva destra, artista e di quartiere. Separarli per mezza giornata funziona bene. La mattina, Lutezia, la Sorbona e il Panthéon; il pomeriggio, la salita a Montmartre, meglio presto se vuoi le viuzze in alto prima della marea di gente. La linea 12 della metro lascia ad Abbesses, la stazione più profonda di Parigi, con il suo ascensore e la sua scala dipinta.
Se è la tua prima volta, iniziare con un free tour di Parigi ti risparmia la cartina e ti dà il filo che unisce legioni, santi e bohémien. Il posto si tiene senza versare nulla in anticipo e, alla fine, ogni partecipante lascia alla guida un contributo volontario, di solito 15-20 € a persona, in base a quanto gli ha dato il percorso. Con questo risolto, le due colline si percorrono quasi da sole e ogni strada comincia a raccontarti la sua.
Domande frequenti
- Si possono vedere il Quartiere Latino e Montmartre in un solo giorno?
- Sì, se scegli le cose principali di ciascuno. Una mattina basta per il Panthéon, la Sorbona, Saint-Étienne-du-Mont e le Arènes de Lutèce, e un pomeriggio per Montmartre, con la sua chiesa di Saint-Pierre e gli angoli dei bohémien. Sono agli estremi opposti della città, quindi conviene non attardarsi troppo a ogni tappa.
- Come si va dal Quartiere Latino a Montmartre in metro?
- Il modo più comodo è la linea 4 da Saint-Michel o Odéon fino a Marcadet-Poissonniers e lì cambiare per la linea 12 fino ad Abbesses, nel cuore di Montmartre. Se preferisci arrivare davanti al Sacré-Cœur, scendi ad Anvers, sulla linea 2. Tra una zona e l'altra c'è una mezz'ora abbondante di metro.
- È vera la leggenda di san Dionigi che cammina con la sua testa?
- È una leggenda medievale, non un fatto comprovato. Ciò che sembra storico è che Dionigi fu un vescovo martirizzato a Montmartre verso il 250. L'immagine del santo che porta la propria testa, detto cefaloforo, spiega tra l'altro due nomi sulla cartina: Montmartre, il monte dei martiri, e la basilica di Saint-Denis, dove secondo il racconto arrivò a piedi.
- Qual è la storia dietro il nome del Quartiere Latino?
- Non ha a che vedere con la Spagna né con l'America Latina, ma con il latino che si parlava nelle sue aule dal Medioevo. Sotto quelle facoltà è sepolta Lutezia, la città romana, e si vedono ancora il suo anfiteatro, le Arènes de Lutèce, e le terme del Musée de Cluny. La rue Saint-Jacques segue il tracciato dell'antica strada romana che usciva verso sud.



